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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

Nel 2016 le esportazioni italiane hanno registrato un aumento dell’8,2%, a conferma di un trend iniziato nel 2014nche rispetto all’anno precedente, con una variazione percentuale positiva pari al 8,2% rispetto al 2015, in valore da 779 a 842 milioni di euro. A partire dal 2014 l’export italiano e’ in crescita e l’Italia si posiziona al quinto posto come fornitore di beni per il Kazakhstan.

Le importazioni al contrario presentano un trend negativo dal 2012, con una variazione percentuale negativa nel 2016 rispetto all’anno precedente pari a -37%, ovvero da 2325 a 1465 milioni. L’Italia tuttavia rimane un cliente di rilievo strategico per il Kazakhstan, confermandosi al primo posto come mercato per le esportazioni kazake, con una quota pari al 22,4%.

Il saldo commerciale dell'Italia rimane in passivo, per un ammontare nel 2016 di 623 milioni. La riduzione delle importazioni ed il contestuale aumento delle esportazioni hanno pero’ diminuito in maniera considerevole il saldo negativo, che nel 2015 era infatti di 1.546 millioni.

Le voci principali dell’export per il periodo gennaio-settembre 2016 sono state rappresentate da tubi, condotti, profilati cavi e relativi accessori in acciaio (33,6% sull’export totale del Kazakhstan), le macchine di impiego generale (17,3%), le macchine per impieghi speciali (5,6%), articoli di abbigliamento (5,3%) e la calzature (2,7%).

Per quanto riguarda le importazioni tre sono le principali voci: petrolio greggio ( 84,1% dell’import totale), metalli di base preziosi e non ferrosi, combustibili nucleari (9,1%), antracite (1,7%).

L’Italia risulta tra i principali investitori in Kazakhstan (9° Paese per capitale investito in termini assoluti nel decennio 2005-15, oltre 6 miliardi), benche’ secondo i dati della Banca Nazionale kazaka nel 2015 vi siano stati investimenti solo per 35 milioni USD (470 nel 2014). Nel complesso, gli investimenti continuano ad essere molto significativi nel settore petrolifero e in quello delle costruzioni.

Sin dall’indipendenza del Paese ENI ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo del settore energetico. Oggi detiene il 29,25% del mega-giacimento di Karachaganak (Nord-Ovest) e il 16,81 di quello off-shore di Kashagan (Caspio), uno dei piu’ importanti al mondo, la cui rimessa in produzione - dopo le difficolta’ tecniche emerse nel 2013 - e' avvenuta lo scorso novembre. Rilevante anche l’attivita’ svolta dal Gruppo Todini, presente in Kazakhstan sin dal 2000, i cui assets nel Paese sono stati acquisiti da una Societa’ kazaka e oggi impegnato nella realizzazione di vari tratti del corridoio stradale Europa - Cina.

Si segnalano inoltre importanti investimenti di societa’ dell’indotto petrolifero (Saipem, Rosetti Marino, Tenaris, Bonatti, Sicim, Valvitalia), ma anche nelle infrastrutture e servizi (Renco), nel trasporto-logistica (Caspian Ocean di Trieste, Tuvia), nel catering industriale (Ligabue, Multicatering). Nel 2014 IVECO si e’ stabilita nel Paese con unita’ produttive (linee di assemblaggio veicoli commerciali).

Le joint-ventures sono circa un centinaio.

Sotto il profilo istituzionale lo sviluppo della collaborazione economica fra Italia e Kazakhstan è promosso in primis dal Gruppo di Lavoro intergovernativo per la cooperazione economica e industriale, la cui ultima sessione si e’ tenuta a Roma il 17 febbraio 2015.

La promozione commerciale e’ affidata alla Sezione Commerciale dell’Ambasciata e all’Ufficio dell’Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese italiane (ex-ICE) ad Almaty, citta’ che anche dopo il trasferimento della capitale ad Astana rimane uno dei principali poli economici e finanziari del Paese.

Per maggiori informazioni si segnala il seguente sito realizzato dal Ministero degli Esteri, in collaborazione con le Ambasciate italiane all’estero:

http://www.infomercatiesteri.it/paese.php?id_paesi=130


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